Terminologia

La Sindrome da Insensibilità agli Androgeni è considerata una delle Differenze dello Sviluppo Sessuale (DSD) ed è parte di quelle che sono conosciute, soprattutto nel mondo anglo-sassone, come variazioni, o tratti, Intersex.

Si tratta di espressioni che sono solo in parte sovrapponibili, e che si riferiscono in entrambi i casi a una grande quantità di condizioni, anche molto diverse fra loro, che presentano caratteristiche genetiche, anatomiche e/o ormonali che differiscono in varia misura dalle configurazioni tipiche del sesso maschile e femminile come tradizionalmente classificate dalla scienza medica.

È importante notare che non tutte le Differenze dello Sviluppo Sessuale presentano tratti Intersex. Per tratto Intersex intendiamo, infatti, la compresenza all’interno di uno stesso individuo di caratteristiche ormonali, genetiche e/o anatomiche che tipicamente si presentano o solo nel sesso maschile, o solo nel sesso femminile.

Guarda il video “We Are Here”. Alcuni giovani spiegano cosa significa per loro essere Intersex.

Non si tratta quindi, in entrambi i casi, di un terzo genere, laddove per “genere” si intende un’identità sociale e non una condizione biologica, e nemmeno di un terzo sesso, come viene talvolta definito nei media, in quanto queste condizioni non si collocano necessariamente a metà strada fra il maschile e femminile, ma si presentano più spesso come sfumature dei due sessi tradizionali.

Nell’Insensibilità Completa agli Androgeni (CAIS), per esempio, un cariotipo (l’aspetto dei cromosomi) tipicamente maschile è associato a un fenotipo (l’aspetto esteriore, inclusi i genitali esterni) e a un’identità sociale e psicologica di tipo femminile. Una donna con CAIS potrà quindi identificarsi anzitutto come donna, e in secondo luogo come persona con tratti Intersex o con un DSD, sulla base della propria sensibilità ed esperienza. E questo è valido anche per tutte le altre condizioni Intersex/DSD, quale che sia l’identità di genere a cui la persona sente di appartenere.

Si tratta pertanto di condizioni che si presentano alla nascita o nel corso dell’adolescenza, e che vanno distinte dall’omosessualità, che riguarda l’orientamento sessuale, e dalla transessualità, che riguarda l’esperienza di coloro che sentono di non appartenere al sesso biologico acquisito con la nascita (condizione conosciuta in ambito scientifico anche come Disforia di Genere).

Ciò tuttavia non esclude che le persone che presentano variazioni Intersex o DSD possano esprimere un orientamento sessuale differente da quello che i genitori si aspettano, o rendersi conto a un certo punto della propria vita di non appartenere al genere a cui sono stati assegnati. Ciò del resto è valido anche per la popolazione non-Intersex. Anche per questo motivo, è importante che l’assegnazione di genere nell’infanzia non venga associata a interventi irreversibili che possono danneggiare la salute e il benessere psicologico sul lungo periodo.

Un approfondimento sulla natura e sull’interpretazione sociale del “sesso biologico”.

Il dibattito

Sull’utilizzo dei termini DSD e Intersex è aperto ormai da anni un dibattito che contrappone chi, da un lato, ritiene che la definizione DSD (inizialmente Disordini dello Sviluppo Sessuale) riconduca l’esperienza della persone interessate a una dimensione esclusivamente patologica funzionale a una normalizzazione medico-chirurgica non necessaria e spesso dannosa, e, dall’altro, coloro che invece non si riconoscono come Intersex e lo ritengono al contrario un termine stigmatizzante e impreciso.

Cioè che è importante, a nostro avviso, è non perdere di vista quello che è il vissuto e l’esperienza reale delle persone. Ogni persona ha un proprio percorso di vita unico e irripetibile, che può essere influenzato in vari gradi da quella che può essere una Differenza dello Sviluppo Sessuale o un tratto Intersex.

Alcune persone hanno subito interventi traumatici nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza. Altre hanno dovuto lottare per conoscere la verità e riuscire a parlarne con i propri genitori. Altre ancora non ne sono state informate per anni, e hanno dovuto cercare informazioni in modo autonomo. Molte altre hanno, invece, vissuto la propria condizione DSD/Intersex in modo sereno, con il supporto della propria famiglia e di professionisti preparati e disponibili.

Anche per questo motivo, non dobbiamo dimenticare che il modo con cui ogni persona percepisce se stessa, la propria condizione biologica, il proprio rapporto con gli altri può variare enormemente, e ciò può dipendere da tantissimi fattori diversi.

È importante quindi fare un uso il più possibile attento e consapevole delle parole, senza voler forzare etichette, ruoli o stereotipi, ma cercando al contrario di ascoltare e di rispettare opinioni e punti di vista differenti, senza perdere di vista l’obiettivo di tutelare ogni persona, la sua dignità e la sua autonomia, a beneficio non solo delle persone nate con condizioni specifiche ma della società nel suo complesso.

Per qualsiasi dubbio, vi invitiamo a contattarci tramite la pagina Contattaci o all’indirizzo info@aisia.org.